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Casa di Cura Falcidia

Ostetricia e Ginecologia

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Amniocentesi Next Generation Prenatal Diagnosis (NGPD)

Anche in Italia è oggi possibile eseguire uno studio esteso del genoma fetale. Questa metodica si basa su una elaborazione delle tecniche NGS utilizzate in età prenatale già da tempo negli Stati Uniti.
L’amniocentesi genomica (Next Generation Prenatal Diagnosis o NGPD), chiamata anche “Super-amniocentesi” fornisce tutte le informazioni oggi eticamente diagnosticabili con le più recenti metodologie genomiche.
Il grafico che segue spiega bene le differenze tra una Diagnosi Prenatale (amniocentesi o villocentesi) tradizionale, quella con la ricerca delle più frequenti anomalie del DNA e la nuova Next Generation Prenatal Diagnosis (NGPD). Se si considera che, in termini assoluti su 1000 bambini nati circa 80 (ad 1 anno di vita) mostreranno patologie congenite di varia natura (la gran parte genetica), con la NGPD, su questi 80, arriviamo ad individuarne circa 50, in quanto le altre anomalie o sono di natura diversa (non genetica), o estremamente rare o sconosciute o non incluse nella nostra ricerca per ragioni etiche, perchè una parte di malattie genetiche (ad esordio tardivo, incerto, od oncologiche) non verranno volutamente indagate.

grafico fertilità
( da “Alta Medica Roma", modificato)


(da www.ngpd.it, modificata)

Cosa prevede la NGPD?
Prevede lo studio del cariotipo fetale, affiancato alle moderne tecniche di citogenetica molecolare (array-CGH) e di biologia molecolare (Next Generation Sequencing), che ci consentirà di ridurre il rischio che il feto sia affetto da una specifica patologia genetica come nessun altra indagine prenatale ha potuto e può fare. Le anomalie genetiche più frequenti verranno studiate ed escluse, le eventuali alterazioni individuate saranno valutate e illustrate in sede di consulenza genetica alla gestante. La residua possibilità di avere un figlio con problemi genetici resta legata a forme patologiche rarissime ed a difetti multifattoriali a volte non determinabili con certezza neanche dopo la nascita. Ovviamente si deve essere consapevoli che la natura potrebbe creare, occasionalmente, una nuova mutazione oggi non ancora conosciuta e questo purtroppo non potrà essere diagnosticata come patologica fino a quando gli studi scientifici su questa nuova mutazione non abbiano stabilito una correlazione clinica precisa. Si tratta comunque di eccezioni alla regola.

Se si esegue la NGPD allora si può essere certi, fin dalla esecuzione della villo o amniocentesi che il feto è sano?
Per quanto riguarda tutte le malattie geneticamente studiate (che sono la stragrande maggioranza delle anomalie) si può dire di si. Per semplificare se in Italia tutte le donne eseguissero la NGPD, su circa 600.000 nuovi nati in un anno, solo poche decine di feti con malformazione genetica, sfuggirebbero alla diagnosi. Infatti benché’ si studino poche centinaia di geni (rispetto ai 19.000 astrattamente studiabili con le tecniche oggi in uso), questi rappresentano i geni che più frequentemente risultano alterati. In tal modo si arrivano a diagnosticare tutte le malattie che hanno un’incidenza di 1/10-30.000 nati.

Quali sono le malattie congenite che sfuggono alla nuova NGPD?
Sono malattie rarissime con frequenze superiori a 1/10-30.000 come ad esempio le malattie da telomeri per la cui rarità non sono neanche studiati sulla popolazione generale.

E’ possibile con le tecniche utilizzate studiare tutto l’esoma, cioè la porzione del genoma che contiene le istruzioni per fabbricare le proteine?
Si. E’ possibile e facilmente attuabile, ma non è eticamente e moralmente ammissibile. Ci si limita pertanto ad esaminare ciò che correla una problematica clinica precisa, descritta in letteratura come “mutazione genetica responsabile di malattia nota”. Molte di queste informazioni aiuteranno i genitori ed i medici ad intervenire prontamente alla nascita per migliorare la qualità di vita del feto affetto.

Se si esegue la NGPD allora si può evitare di eseguire l’ecografia morfologica?
Certamente no. Ma solo perché esistono una serie di altre cause di malformazione fetale. Si dica però subito che queste altre cause non sono numerose. Rimangono quelle infettive, le patologie legate alla banda amniotica, a problemi contingenti, tossici ed ambientali, le quali possono determinare deformità, più che malformazioni. L’ecografia rimane fondamentale per valutare il benessere e l’accrescimento fetale in utero, oltre che essenziale per la gestione clinica della gestazione, ma la possibilità di trovare, nel corso della gravidanza, “brutte sorprese” (ad esempio un nanismo o una patologia cerebrale a manifestazione tardiva) si riduce significativamente.

Come può la NGPD aiutare la gestione della gravidanza?
Le informazioni che fornisce la NGPD possono essere di guida per l’ostetrico, sia nella fase diagnostica della gravidanza che al momento del parto. Facciamo l’esempio di un feto che presenta, già dallo studio NGPD dei villi coriali , a 11 settimane, un difetto genetico per cardiopatia congenita. In questo caso il ginecologo seguirà con attenzione lo sviluppo del cuore, onde studiare con maggiore attenzione il tipo e la gravità della malformazione cardiaca derivante dal messaggio genetico alterato, che, come sappiamo, può estrinsecarsii in misura diversa da caso a caso. Infatti l’anomalia genetica riscontrata può determinate forme e gravità diverse di cardiopatie, ed in tal modo si potrà indirizzare meglio la diagnosi prenatale e l’assistenza al parto.
Se il desiderio della coppia è quello di avere il maggior numero di informazioni sullo stato di salute del feto non vi sono Test di screening non invasivi che possano sostituire la diagnosi genetica invasiva.
Un risultato negativo, ottenuto con la NGPD, relegherebbe le altre indagine prenatali ad un ruolo meramente complementare.
Benché, come detto più volte, lo studio del cariotipo fetale e le moderne tecniche di citogenetica molecolare (array-CGH) e di biologia molecolare (Next Generation Sequencing) non possono garantire con assoluta certezza che il feto sia sano, la NGPD consente di ridurre il rischio che sia affetto da una patologia genetica, come nessun altra indagine prenatale finora ha potuto fare.

I risultati della NGPD sono sempre chiari ed inequivocabili ?
Le anomalie genetiche più frequenti verranno studiate ed escluse, le eventuali alterazioni chiaramente individuate saranno valutate e illustrate in sede di consulenza genetica alla gestante. Talvolta i risultati ottenuti sono complessi e non semplici da interpretare, specialmente per comprendere le conseguenze che potranno avere o meno sulla salute del feto dopo la nascita. Ecco allora che si rende necessaria la consulenza genetica per l’interpretazione dei dati ottenuti (inclusa nel costo ed eseguita direttamente dall’equipe dei genetisti di ALTAMEDICA- ROMA)
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