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Fecondazione eterologa: Quale futuro in Sicilia?

Pubblichiamo l’intervento sul giornale online SudPress del Prof. Ernesto Falcidia, direttore della Clinica Falcidia e responsabile clinico di #Fertilia, unità di medicina della medesima struttura che da circa 20 anni si occupa di risolvere il problema legato alla sterilità di coppia.

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Dopo la dichiarazione d’illegittimità costituzionale della norma contenuta nella legge 40 che vietava il ricorso ad un donatore esterno di ovuli e spermatozoi nei casi di assoluta infertilità, spetta alle Regioni dettare, quantomeno, le linee giuda in materia.

Per Sudpress interviene Ernesto Falcidia, direttore della Clinica Falcidia e responsabile clinico di “Fertilità”, unità di medicina della medesima struttura che da circa 20 anni si occupa di risolvere il problema legato alla sterilità di coppia.

“E’ opportuna l’emanazione di un decreto regionale o una legge nazionale”, esordisce il professore, che nella clinica da lui diretta, prima del divieto, la fecondazione eterologa veniva praticata.” La Regione dovrà decidere sulle coperture economiche, innanzitutto – e il professore spiega un paradosso ( non è l’unico a dire il vero) sul punto – ci sono alcune Regioni, Liguria e Toscana per esempio, dove le tecniche di fecondazione in vitro avvengono gratuitamente per il paziente. Molti siciliani si recano lì.” Conseguenza: “Le regioni mandano il contoalla Regione Sicilia. Ecco il paradosso: il siciliano che usufruisce della fecondazione in vitro in Sicilia, avendo un sistema privatistico non viene rimborsato, mentre il rimborso spetta alla coppia che fruisce della tecnica in Toscana.”

E sulla disciplina giuridica il professore pone l’accento: “il decreto del 26 ottobre 2012 disciplina il sistema attraverso il network dei centri accreditati e contrattualizzati: Accreditati sono i centri che hanno parametri organizzativi e strutturali per poter avere la possibilità di lavorare … la vecchia autorizzazione, in sostanza. Contrattualizzati, sono i centri accreditati fra un elenco di potenziali fornitori della Regione; viene scelto chi potere retribuire dopo avere svolto la prestazione gratuitamente.”

E in questo quadro, si è scelto per la contrattualizzazione un criterio “discutibile” a quanto dice Falcidia: “a prescindere da strutture e competenze è necessario aver fatto almeno 200 cicli” . (I cicli sono il numero di casi trattati dal momento della redazione del decreto). In questo modo sono stati selezionati per l’accreditamento solo 6 centri privati su 36. La quantità non è qualità, in ambito sanitario - ha detto perentorio il medico – E’ un criterio a mio parere creato lobbysticamente per escludere la maggior parte dei centri dal poter porre in essere le tecniche di fecondazione in vitro.”

L’Assessore alla Sanità Lucia Borsellino come si è espressa in proposito?

“Noi abbiamo fatto ben due ricorsi ufficiali. Tra l’altro il decreto è stato firmato il giorno dopo che l’Assessore Russo (assessore alla sanità del precedente governo regionale) si era dimesso, quindi oltre al giudizio il vizio di forma è evidente.” L’assessore Borsellino sostiene dal canto suo di non aver fatto altro che prendere il piano sanitario regionale dove c’è il numero di 200 per i centri di fecondazione in vitro.”

Alcuni critici della sentenza della Corte Costituzionale hanno parlato di business dei diritti individuali … il costo della prestazione in media varia dai 2500 ai 3500 euro in media sul territorio nazionale …

“E’ tutto un business. Noi non siamo dei samaritani. Offriamo una prestazione sanitaria e naturalmente vogliamo trarci un nostro guadagno. La nostra clinica è l’unica che pubblica le tariffe. Del resto la stesso decreto di accreditamento dei Centri di medicina della riproduzione ha stabilito una tariffa uguale a quello della nostra clinica (2800 euro per la Fivet – Icsi). Per l’eterologa, naturalmente, il “prezzo” non è stato ancora definito.

Lei ha dichiarato in un intervista a La Sicilia che l’infertilità è una vera e propria malattia …

“Ci sono studi internazionali che dimostrano come il grado di frustrazione, depressione e di incompletezza delle donne che non riescono ad avere una gravidanza è spesso comparabile con quella di chi ha un tumore o l’HIV. L’impossibilità di non avere figli è un tale minus nella propria vita da generare malattie psicologiche molto pesanti. Non a caso tanto a livello nazionale, quanto a livello nazionale la Regione impone a qualunque centro di avere uno psicologo di riferimento”.

Il fatto che si sia venuti al mondo attraverso la fecondazione assistita, sia essa omologa o eterologa, può essere causa di disturbi psicologici?

“Vi sono studi longitudinali in materia, che hanno individuato i caratteri psico-affettivi dei bambini. Sui grossi numeri non vi è alcuna differenza. Vi sono, invece, piccoli studi che hanno individuato che i bambini nati con tecniche di fecondazione in vitro, molto più desiderati e amati, sono bimbi che vivono più sereni e imparano in genere più velocemente a parlare, a camminare e si inseriscono meglio negli ambiti sociali. In realtà nessuno studio ha dimostrato alcuna sfumatura psicologica diversa tra nati da concepimento naturale e i nati da concepimento da fecondazione in vitro.”

Il paradosso della nostra Sicilia pirandelliana sta nel fatto che la Regione impone ad un a clinica, per poter essere accreditata l’obbligo di almeno 1000 parti l’anno e, teoricamente, le strutture che non eseguono tale numero di parti, in base ad un decreto del 1 gennaio 2013 dovevano essere chiuse. Mentre si cercano i fondi per la fecondazione in vitro, i parti naturale non vengono pagati per questioni di budget. “Se non ci sono i soldi per gare il parto che è l’evento più naturale e la donna dovrebbe essere messe in sicurezza, con che morelle e con che meccanismo – si chiede Falcidia – si possono trovare i soldi per la fecondazione in vitro?”

La Sicilia sarà in ritardo anche in quest’ambito?

“E’ una questione di lobby. Se esiste un interesse affinché questi centri accreditati debbano lavorare, probabilmente si ritroveranno le risorse. Se c’è l’interesse io credo che la Regione Sicilia riuscirà a trovare i fondi per finanziare eterologa e emologa.”
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