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20 anni di PMA in Italia: un traguardo importante

  • Categoria dell'articolo:Infertilità

L’Italia celebra un traguardo significativo: la nascita di oltre 217mila bambini grazie alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), vent’anni dopo l’approvazione della legge 40 del 2004. Un anniversario che invita a riflettere sui progressi compiuti, sulle sfide ancora aperte e sull’evoluzione di un tema delicato e sentito.

La legge 40: un passo avanti nella lotta all’infertilità

La legge 40 del 2004, e le successive modifiche, hanno rappresentato un punto di svolta per le coppie con problemi di infertilità, permettendo l’accesso a tecniche avanzate di PMA, come la fecondazione in vitro (FIVET-ICSI) e l’inseminazione intrauterina (IUI), con procedure anche eterologhe, mediante gameti (ovociti e spermatozoi) provenienti da donatori.

Nel corso di questi vent’anni, nuove tecniche e nuovi approcci hanno permesso di aumentare le possibilità di successo e di ridurre i rischi associati.
Migliorano le tecniche di laboratorio, le tecniche di stimolazione, i farmaci utilizzati, la crioconservazione. Inoltre, la PMA ha introdotto lo studio delle alterazioni cromosomiche e genetiche nell’embrione prima del trasferimento, consentendo la diagnosi preimpianto per evitare la trasmissione di malattie genetiche ereditarie.

Le sfide del futuro

Dal 1° gennaio 2025, la PMA verrà inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), diventando così una prestazione garantita dal Servizio Sanitario Nazionale a tutte le coppie che ne avranno bisogno, gratuitamente o con il pagamento di un ticket.

Guardando al futuro, è importante continuare a investire nella ricerca e nell’innovazione per migliorare l’efficacia e la sicurezza delle tecniche di PMA. È fondamentale inoltre promuovere l’informazione e la sensibilizzazione su questo tema, combattendo pregiudizi e disinformazione.

La PMA rappresenta una speranza per tante coppie che desiderano diventare genitori. Celebrare i vent’anni dalla legge 40 significa non solo riconoscere i traguardi raggiunti, ma anche guardare avanti con impegno e determinazione per costruire un futuro in cui il desiderio di genitorialità possa trovare compimento per tutti.