Fecondazione

Le tecniche di fecondazione assistita

Consistono in una serie di metodiche in grado di superare eventuali condizioni che ostacolano totalmente o parzialmente il concepimento da parte della coppia

IUI (Inseminazione intrauterina)

Si tratta di una tecnica di esecuzione semplice, ad invasività minima, con rischi per la salute della paziente pressoché nulli.

Le indicazioni sono:

  1. Una modesta alterazione del liquido seminale (che può riguardare il numero degli spermatozoi, ovvero la motilità o la percentuale delle anomalie della forma). La IUI può riuscire a compensare questi problemi, perché la preparazione dello sperma propedeutica alla procedura aiuta a separare e concentrare gli spermatozoi normali e con motilità conservata, rispetto a quelli di qualità inferiore.
  2. Sterilità sine causa (ossia inspiegata).
  3. Infertilità dovuta a endometriosi minima: in questi casi, l’IUI associata al trattamento farmacologico per stimolare la produzione di ovociti di buona qualità è spesso il primo approccio terapeutico.
  4. Un fattore cervicale (ormonale, meccanico, infiammatorio, immunologico) che rende il collo dell’utero insuperabile per gli spermatozoi.
  5. Ripetuti insuccessi di induzione della gravidanza con stimolazione dell’ovulazione (per esempio con Clomid).
  6. Patologie sessuali e coitali come vaginismo ed ipotentia coeundi.
  7. Prevenzione del rischio di trasmissione di malattie infettive in coppie sierodiscordanti (per esempio, ma non solo, in caso di HIV, anche se in realtà va notato che con una carica virale nulla il contagio è considerato estremamente improbabile).

FIVET (Fecondazione In Vitro ed Embryo Transfer)

La nascita della prima bambina al mondo concepita “in vitro” (si trattava di una donna affetta da sterilità tubarica), si deve proprio, nel 1978, a tale metodica, che per lungo tempo ha rappresentato l’unica tecnica di concepimento assistito disponibile. La FIVET (fertilizzazione “in vitro” e trasferimento in utero di embrioni), poteva essere eseguita con seme omologo del partner o con seme di donatore, qualora il liquido seminale del partner non disponesse dei parametri minimi necessari per la fertilizzazione.

La crioconservazione degli embrioni e degli ovociti

Talvolta come conseguenza di una “superovulazione” e della fertilizzazione “in vitro”, gli embrioni ottenuti possono essere superiori al numero ritenuto ideale per un singolo transfer. Ecco che allora la possibilità di conservare gli embrioni in eccesso mediante un congelamento in azoto liquido (a temperature inferiori a 196°) permette di poterli trasferire in utero in un tempo successivo, evitando così di ripetere tutte le fasi di un nuovo ciclo. Dall’inizio degli anni ottanta sono state via via perfezionate le metodiche ed i tempi di congelamento, ed è oggi divenuto di estrema importanza, tecnica e morale, che i Centri di Medicina della Riproduzione possano eseguire la crioconservazione degli embrioni “in eccesso”. Infatti, quando l’alternativa è unicamente la distruzione di patrimoni genetici umani, la crioconservazione diviene una insostituibile necessità etica. Le nuove tecniche di congelamento degli ovociti (che sono cellule e non organismi), consente di porre fine ai dilemmi di ordine etico-morale legati alla crioconservazione degli embrioni, anche se ne consegue una quantità di gravidanze inferiore.

Tecniche eterologhe

La nostra esperienza, acquisita in quasi dieci anni prima della entrata in vigore della L.40, che ha espressamente vietato, in Italia, questa pratica, ci rende pronti e sicuri nelle procedure di fecondazione eterologa, cioè con spermatozoi od ovociti donati.
Le Banche di Gameti (spermatozoi ed ovociti) cui facciamo riferimento sono fra le migliori al mondo, accreditate dalla Comunità Europea, certificate, e rispettano tutte le normative europee sulla “donazione di gameti”.

Ovodonazione

Con tale tecnica si consente la possibilità di una gravidanza anche a tutte quelle donne che, pur possedendo un utero integro, non sono più in grado di produrre ovociti (il gamete femminile) per il concepimento. Si tratta di donne (circa il 10% delle donne sterili) che sono precocemente entrate in menopausa, donne le cui ovaie non sono più funzionanti a cause di terapie antiblastiche (es. terapie per neoplasie) o perché le ovaie sono state asportate chirurgicamente, etc..

La fecondazione in vitro di ovociti umani ha reso possibile la donazione di queste cellule da una donna all’altra. La nascita del primo bambino mediante ovodonazione risale al 1983 e da allora questa metodica si è largamente diffusa, nonostante le implicazioni etico-giuridiche che ne possono scaturire. L’utero della “ricevente” viene preparato all’impianto di un eventuale embrione mediante la somministrazione di una ben precisa terapia ormonale sequenziale, ovvero mediante delle varie preparazioni farmacologiche, anche per le pazienti con una normale funzione ovarica.

GIFT – ZIFT – TET

Si tratta di metodiche che consentono un approccio terapeutico più fisiologico, poiché consistono nell’effettuare il transfer dei gameti o del prodotto del concepimento, all’interno delle tube, laddove fisiologicamente avviene la fecondazione, e le prime fasi di crescita e segmentazione dell’embrione.

Nella GIFT vengono trasferiti nelle tube i gameti maschili e femminile (ovociti e spermatozoi): la fecondazione avviene all’interno del corpo umano, cioè “in vivo”. Se invece nelle tube sono trasferiti gli zigoti (ovociti appena fecondati) la tecnica si chiama ZIFT, oppure TET se vengono collocati nelle tube embrioni già in fase di divisione (2-4 cellule).

MESA – TESE/A – PESA

Si tratta di tecniche che prevedono un prelievo chirurgico di spermatozoi dalle vie seminali. Con la MESA (Microsurgical Epididimal Sperm Aspiration), si esegue un prelievo dall’epididimo con tecniche microchirurgiche (durata 30 – 60 minuti) in anestesia generale o loco-regionale, mentre la PESA (Percutaneus Epididimal Sperm Aspiration) ne rappresenta una semplificazione, in quanto il prelievo si effettua con un ago attraverso la cute e non è necessaria l’anestesia generale.

IMSI una nuova tecnica: la Iniezione IntraCitoplasmatica di Spermatozoi (ICSI) morfologicamente selezionati.

La IMSI, è una nuova tecnica di micromanipolazione, il cui acronimo deriva da Iniezione Intracitoplasmatica di Spermatozoi Morfologicamente Selezionati, (dall’inglese Intracytoplasmic Morphologically selected Sperm Injection), tecnica che permette di osservare perfino lievi alterazioni morfologiche degli spermatozoi che altrimenti, con un ingrandimento più basso (come quello utilizzato per la ICSI), non riuscirebbero ad essere identificate.

La nostra equipe è a Vostra disposizione per qualunque informazione inerente le ulteriori evoluzioni tecnologiche e farmacologiche ed i più recenti protocolli che non possono essere sintetizzati in questa pagina.